COLBRELLI IVANO

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Da 30 anni assemblatori di posateria conto terzi

Questa azienda nasce nel 1988 in un paese della Vallesabbia, esattamente a Vestone in provincia di Brescia. È una piccola realtà che si occupa con passione ed entusiasmo dell'assemblaggio di articoli per la casa e l'arredamento.

Ha concentrato il suo sviluppo nell'assemblaggio di posateria composta da materiali plastici di altissima qualità, ceramica, legno e acciaio.

Principali lavorazioni:

La storia della posata

Da sempre le posate accompagnano uno dei riti più amati e celebrati dagli uomini: il pasto.
Un bel servizio rende invitante qualsiasi portata, decora e personalizza la tavola. Vogliamo offrirvi qualche piccola informazione della storia di questi nobilissimi utensili. Il coltello ad esempio, è l’utensile più antico.
Già nell’età del bronzo possedeva la classica forma che tutt'ora conserva. Molto conosciuto nell'antica Grecia il coltello forgiato in ferro o bronzo, col manico decorato, veniva utilizzato sia in cucina che per la caccia.

I romani lo usavano prevalentemente per riti sacrificali. Nel medioevo il cibo veniva servito già a pezzetti e mangiato con le mani; il coltello più che una posata era un elegante arma da indossare in vita incastrato nella cintura. La produzione dei coltelli, esteticamente sempre più preziosi ed eleganti, era molto diffusa in Spagna e Francia ma fu l’ Italia a detenere il primato fino al periodo rinascimentale.

Nell’età Barocca la posata conosce il massimo della fioritura nella decorazione del manico, che nel 1700 sarà fabbricato in materiali più raffinati, come la porcellana e la madreperla arrivando ai tempi moderni con design essenziale e più lineare. Il primo cucchiaio rudimentale fu forse la conchiglia dalla quale ha preso il nome. Per molti anni il cucchiaio è stato realizzato in legno, poi nel medioevo si arricchisce di materiali preziosi; i manici vengono costruiti in avorio e cristallo,ricoperti di smalti e gemme. Tra il 1500 e il 1600 il manico si si allunga ,forse per evitare che i commensali si sporchino di sugo i loro abbigliamenti ingombranti. Quando vengono introdotti il caffè e il tè ,nascono nuove funzioni e nuove forme, come il cucchiaino da tè e le mollette per lo zucchero. La concavità del cucchiaio diventa più profonda e la forma del manico simile a quella odierna. Le nuove “regole” della tavola impongono che le posate vengano afferrate non più a pugno ma col pollice, l’indice e il medio.

Nel 1700 questa antica posata conosce il suo periodo più elegante; i manici sono in ceramica o porcellana. Nel XIX secolo compaiono i cucchiai per il dolce e per l’uovo alla coque, lavorati finemente. A partire dal 1500 l’uso delle mani fu considerato barbaro e segno di inciviltà ma la forchetta esisteva già ai tempi dei romani, che però raramente la utilizzavano; il galateo imponeva l’uso delle mani. Diffusasi prima nell’Italia meridionale e poi nel resto del paese, la si adoperava solo per la frutta. In seguito questa posata assunse un connotato di originalità; nella Firenze dei Medici si preferiva conservare la forchetta tra i gioielli piuttosto che usarla ai pasti. Dal 1500 in poi mentre in Italia diventava di uso comune, nel resto d’Europa quanto lussuoso oggetto non riscuote ancora il meritato successo. Nel XVII secolo , in paesi dai regimi particolarmente austeri, la forchetta viene addirittura bandita dalle tavole; troppo inutile. Luigi XVI considerava la forchetta un esagerata raffinatezza . Solo nel '700 questa posata diverrà di uso consueto e smetterà di essere considerata "frivola".